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Questi francesi
domenica, 18 maggio 2008
18:46
Io AMO il French Touch.
AMO.
radion
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martedì, 01 gennaio 2008
15:20
Buon Anno.
Stop.
radion
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Atteggiamento di fuga
giovedì, 18 ottobre 2007
12:14
Le sconfitte
Con i pattini non sono mai stato troppo bravo. Anzi, per dirla tutta, non ho mai imparato a pattinare. Questo deficit infantile è perdurato fino al presente, grazie al continuo rifugire il momento di confronto. Non so pattinare. Punto. Non si impara. Non imparo. Ma non c'era alcun trauma alle spalle a darmi paura di mettermi le rotelle ai piedi. Soltanto il desiderio di non ritrovarsi in difficoltà. Senza equilibrio.
Le vittorie
Il trauma c'è stato una volta quando mi son tuffato di testa in piscina. Avrò avuto 7 anni. Volevo imparare a fare i tuffi come si deve, e più volte ho alzato le braccia dal bordo piscina e mi sono lanciato. In una delle prove, una volta in acqua, il disorientamento ha avuto il sopravvento. Ho fatto capriole, non distinguevo più il su e il giù, mi dimenavo tra le bolle d'aria senza sapere che fare. Il tutto in un secondo. Poi ho sbattuto la testa. E sono risalito.
Non ho più fatto tuffi di testa per circa 12 anni.
L'anno scorso, grazie a Claudia, ho potuto rivivere l'emozione di sentire il fresco impatto dell'acqua sulle guance, e l'ebbrezza di scomparire, testa avanti, a picco giù, in fondo, dietro il rivolo di bollicine. Ora so tuffarmi bene.
Riflessioni
Rifuggire il confronto con me stesso. Questo il problema. Con o senza traumi, tendo inevitabilmente a fuggire nel momento in cui mi trovo di fronte a un disagio. Ma solo se è un disagio intimo, interno, interiore, profondo.
Evito il confronto, anche se non ce n'è alcun motivo, in quanto il passato è andato, e qualsiasi cosa successa non conta.
Ieri sera
Lo so che m'è passata. Lo sappiamo tutti. Non è un volersi convincere. E' reale. Pura realtà. Sono passati mesi. Tanti. Abbastanza. Sto bene.
La condizione di disagio non dipende più dalla persona, ma dalla situazione.
Cado dalla bicicletta. Non ho paura della mia bicicletta ma dell'andare di nuovo in bicicletta.
Ma il disagio dura poco. Non ha senso. Quando si rimonta in sella (finalmente), basta qualche pedalata per riprendere confidenza con i movimenti. E ci si sbatte la mano in fronte per aver rovinato i primi istanti, dominati ancora dal terrore di ricadere.
Il disagio non c'è, non ci deve essere. Non ci sarà.
Mi spiace solo ci sia stato.
radion
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Rivelazioni
martedì, 09 ottobre 2007
14:16
Gli animali sono immortali, perché non sanno di dover morire.
radion
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Quattro e diciassette
domenica, 07 ottobre 2007
03:19
Ritorno ora da una di quelle serate che mi riporta il buonumore. E devo dire che ultimamente va così.
I miei traumi mi sono alle spalle, sento che sono cresciuto, anche se resta qualche piccola cicatrice superficiale. L'Alien era un posto che non avevo mai visto. E non è poi così male. Spacciato per un erasmus londinese (yeah but, no but, yeah but, no but...) riesco a penetrare l'ambiente dell' Erasmus night. Solite scene già viste. C'è chi ci prova, chi balla, chi abbozza frasi non-sense in italiano.
Conosco un inglese dell'isola di Jersey piombato al DAMS di Roma3. Parla italiano. Si sforza. Mi sorprende.
"Because, you know, sai, English are so arrogant, they don't want to learn any other language, but I do! Voglio parlare l'italiano, perciò please, parlami in italiano". Manca inizia a muoversi sotto i fasci di luce verde, Vanja imita non so quali movimenti degli anni 60.
Mi sembra strano pensarlo, ma è come ritornare a due anni fa, solo in modo diverso.
Ed eccomi col solito passato, onnipresente, imperante. Ma fa un effetto diverso.
No, non si parla più di passato. Il mio presente ha lavato via pian piano i tanti e vecchi aloni. Sono libero.
Totally free.
All'uscita eccolo. Ci parla, mi parla. Parla sloveno, lo so. Parla ma io lo capisco. E' come in quei sogni in cui si sentono chissà quali strane lingue antiche e morte, ma tu le comprendi e capisci perfettamente il senso di quello che ti stanno dicendo. Sono lì, mezzo brillo, mezzo ubriaco, con lui che parla e dice "vaš sobrat". Tuo fratello. E capisco. E sono felice di capirlo anche se non so come.
Fa caldo. Guardo le musicassette sulla mia maglietta nuova.
Che ne sarà di me?

radion
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F.
martedì, 02 ottobre 2007
00:27
Tutto ciò che mi chiedo è perché, dopo un'estate di apparente calma, rispunti fuori tutto con la stessa intensità. Ho bisogno di scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere.
E so che qui non posso.
Qualcuno mandi a fanculo Mr. Bratz nella mia testa.
radion
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Fine esami / Inizio vacanze
mercoledì, 11 luglio 2007
13:18
E' andata. E' tutto finito. Per quest'anno.
Ultimo esame. A mezzogiorno libero. Dopo 15 giorni in cui ho vegetato.
Non provo ancora chissà quale senso di liberazione. Probabilmente metabolizzerò nei prossimi giorni. Non rivedrò più la facoltà fino alle nuove lezioni a settembre (ottobre?!).
Questo blog l'ho un po' abbandonato. Non che avessi scritto molto.
Ma forse aggiornerò presto, ora che ho tempo. Chissà
radion
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.
sabato, 05 maggio 2007
11:33
Io
vorrei
solo
essere lontano
da tutto
e da tutti
per un po'.
radion
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Compleanno
mercoledì, 18 aprile 2007
12:55
La sfortuna è stata capitare nell'unica settimana piovosa di primavera, e nei giorni appena prima delle consegne di progettazione. Una Barcellona cupa e silenziosa, in cui spaziavo da un barrì all'altro. Vento.
Pioggia all'improvviso e rifugio al caldo dei xurros al Carrer de Petritxol.
La sorpresa me l'hanno organizzata per bene, tra un modellino e un file di autocad. Quando sono arrivato a casa di Àngels non avevo capito che sarebbero spuntati tutti fuori. La cena improvvisata. Il vino, l'insalata, la minitorta alla frutta. Mi è sembrato di rivivere istanti dell'anno scorso.
La mezzanotte arriva al London. Si parla delle sale fumatori, di comunicació audiovisual i la lliure interpretació dels profs de las pelicules modernes e frattanto arriva qualche messaggio.
Avereventanni.
All'aeroporto fa caldo, e l'imbarco è lento. Atterro in ritardo e sotto la pioggia. I bagagli di 7 voli arrivati tutti sul rullo 10. Fiumicino resta il solito casino. Tanto tempo per arrivare a casa, un messaggio e una strana telefonata. Quando me li ritrovo in cucina a gridare 'Sorpresa!', capisco. Quanto sono felice.
Mangio, bevo, rido. Penso che sono davvero felice, come non mi capitava di esserlo da tempo.

Els viatges que aiuden, que et fan pensar. Els amics que estimes i que saps que sempre hi hauran. Els avions, la pluja, el cafè amb llet, l'aula de PFC, la plantilla donata per l'ajuntament... I ancara em sembla que no puc descriure les coses per com van ser; com si no pogués pensar.
Cuan es està bé, no es pensa a res.
radion
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Call me Letizia
mercoledì, 28 marzo 2007
13:01
- Vorrei essere come te
* Aspetta mi fai sentire troppo Ambra Angiolini
- Meno male che ci sei arrivato
* Eheheh
- Comunque sì, parlavo proprio di lei
* Quindi mi stai dando del cocainomane?
- Scemo
* Guarda che c'ho anche roba legale
[...]
- Ma dove stai andando?
# ...
- Dal pusher?
# ...
# No, in realtà sto cercando di ritrovare me stesso.
# Chissà che non capiti di guardare in qualche specchieto retrovisore...
- ...
* Ahahah
# A dopo...
radion
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